Porta Romana, di San Giovanni o Odoardiana
La porta Romana, così denominata perché venne edificata sulla strada che conduceva alla città di Roma, fu costruita per volontà del Duca Odoardo Farnese e per tale motivo conosciuta anche con il nome di porta Odoardiana. Sorge in corrispondenza dell’ingresso al centro storico di Ronciglione per chi proviene da sud. Lo stemma presente nella parte superiore della porta rinvia alla posizione del Duca Odoardo Farnese, per i gigli in pietra sopra incisi a tre foglie, che sormontano la trabeazione; ulteriori stemmi furono aggiunti in un secondo tempo, dal momento che la porta venne rimaneggiata nel 1857 assumendo così nuova forma. Vennero inoltre rimossi gli storici ornati (merli). Nel 1857 venne aggiunta una torretta con un orologio a doppio quadrante, in occasione del passaggio a Ronciglione di Pio IX. Questa venne rimossa durante un restauro nel 1954 dalla Sovrintendenza ai monumenti del Lazio per alleggerire la struttura e ripristinare l’aspetto originale. In quell’occasione si decise di aprire due passaggi pedonali laterali, dove originariamente erano presenti due vasche, oggi conservate all’entrata della Chiesa di Santa Maria Della Provvidenza. In occasione del transito di Pio IX, venne posta un’iscrizione marmorea, non più visibile in quanto rimossa dall’arco e applicata al muro del palazzo Soldini, ex Gerardini, su cui termina la terrazzina della porta. L’iscrizione recita: ODOARDUS DUX FARNESIUS EXTRUXIT ADDITA AD HORARUM RATIONEM TURRE MUNICIPIUM RESTITUIT PERFECIT TRANSEUNTE PIO IX PONT. MAXIMUM NONIS SEPT. A.D. 1857.
Nel 1760 per costruire Porta Romana venne abbattuta una casa detta al Montone, di proprietà della Compagnia del Sacramento, alla quale la Comunità pagava da oltre cento anni un livello annuo di 12 scudi. La porta ha un ruolo difensivo e ciò si comprende dalla presenza di un posto di guardia a difesa. Questa originariamente doveva essere più bassa. Oggi presenta un arco aperto per conferire un impatto di bellezza estetica a chiunque arrivi. Nella parte posteriore, ai suoi fianchi, due ampi rettangoli d’intonaco, terminanti ad arco, davano l’impressione che originariamente il monumento fosse a tre fornici. Si trattava invece di due grandi nicchie decorative realizzate perché i fianchi non apparissero troppo massicci e pesanti, e riempiti probabilmente quando venne eretto il castello per l’orologio.